Glaucoma Cronico

Glaucoma Cronico

Il Glaucoma Cronico è una patologia caratterizzata da:

- Aumento della pressione oculare
- Danni al Nervo Ottico
- Danni al Campo Visivo

La pressione Oculare deve essere inferiore ai 21 mmHG. Si misura con il tonometro a contatto di Goldman o con i tonometri a soffio. Talora i tonometri a soffio possono sovrastimare la pressione dell'occhio, quindi in casi di pressione al di sopra dei valori normali è necessario eseguire sempre una seconda misurazione con tonometro di Goldman. Oggi il ruolo della Pressione Oculare è stato in parte ridimensionato, cioè pur rimanendo il maggior fattore di rischio per lo sviluppo del Glaucoma Cronico, da solo non è sufficiente per porre diagnosi. Infatti, oltre all’aumento della Pressione Oculare, devono essere presenti danni al Nervo Ottico e al Campo Visivo.
 
La riduzione della Pressione dell'occhio rimane attualmente il principale mezzo per arrestare la progressione del danno glaucomatoso. Il danno al nervo ottico si può mettere in evidenza durante la visita del fondo dell'occhio e viene espresso con un rapporto tra le dimensione del Nervo Ottico e l'escavazione dello stesso Nervo.
 
Tale rapporto si chiama cup/disk ed è fisiologico tra lo 0,1 e lo 0,3; bordeline tra 0,4 e 0,5 ; fortemente sospetto di essere patologico oltre lo 0,6. Tuttavia questo metodo mostra molti limiti sia perchè è un metodo soggettivo e dipende quindi dall'esperienza dell'oculista, sia perchè possono esserci nervi già patologici con un Cup/Disk di 0,3-0,4 e nervi assolutamente normali con un rapporto Cup/Disk di 0,6-0,7.
 
Per tali motivi oggi per la valutazione del danno del Nervo Ottico si impone una analisi più approfondita con una nuova metodica: L'OCT del Nervo Ottico. Le misurazioni eseguite a distanza di 3-6 mesi con gli strumenti di nuova generazione ( Spectral OCT ) sono in grado di evidenziare l'eventuale progressione del danno glaucomatoso o di escluderne la presenza.
 
Il danno al Campo Visivo viene messo in evidenza con la Perimetria Computerizzata. Diversi sono i programmi utilizzati ma i più diffusi sono il Central 24-2 , il Central 30-2 o equivalenti.
Questo esame è fondamentale per monitorare la progressione del danno al Campo Visivo anche se talora i risultati possono essere dubbi o addirittura inutilizzabili per la mancata collaborazione del paziente o per ulteriori patologie presenti (cataratta, alta miopia, retinopatia diabetica, trattamenti laser retinici , pregresso distacco di retina, degenerazione maculare ecc.)
 
IL TRATTAMENTO

Il Trattamento del Glaucoma Cronico consiste nella riduzione della pressione oculare in modo da bloccare la progressione del danno del nervo ottico e conseguentemente la riduzione del Campo visivo. Questa riduzione si può ottenere mediante tre ausili terapeutici:

-La terapia medica (colliri)
-La terapia parachirurgica (Laser)
-La terapia chirurgica (intervento)
 
La stragrande maggioranza dei pazienti affetti da Glaucoma Cronico è controllata semplicemente con la terapia medica. Oggi abbiamo moltissimi farmaci efficaci per la riduzione della pressione endooculare appartenenti a diverse classi farmacologiche (analoghi delle prostaglandine, beta –bloccanti, alfa2 stimolanti, inibitori dell’anidrasi carbonica, per citare le classi più utilizzate).
 
Le Linee Guida Internazionali e l’esperienza del medico determineranno una terapia che deve essere nello stesso tempo efficace e ben tollerata. Infatti, essendo una terapia che andrà condotta per tutta la vita, oltre all’efficacia bisognerà considerare la tollerabilità e la compliance. Infatti colliri poco tollerati (bruciore, rossore, sensazione di corpo estraneo ecc.) o schemi terapeutici troppo complicati (più di due colliri da somministrare più volte al giorno) non garantiscono un risultato ottimale. In questi casi può essere utile passare alla terapia Laser con un intervento che prende il nome di "trabeculoplastica”. L’intervento, assolutamente indolore ed eseguibile presso l’ambulatorio oculistico, consiste nell’applicazione di 100 colpi di Argon-Laser a livello del trabecolato che è la struttura dell’occhio deputata alla filtrazione dell’umore acqueo. Tale applicazione ha lo scopo di aumentare la filtrazione dell’umore acqueo e, di conseguenza, di ridurre la pressione dell’occhio. Può essere eseguito in una o due sedute a seconda dei casi.

Come abbiamo già detto l’intervento è indolore e privo di effetti collaterali importanti. Il vero limite di questo intervento è la sua efficacia: accanto a pazienti che rispondono in modo brillante ci sono pazienti nei quali l’intervento ha una scarsa efficacia. L’altro limite è costituito dalla perdita di efficacia con il tempo: dopo 5 anni molti pazienti tornano alla situazione di partenza.

Pur con questi limiti è un intervento che, per la sua semplicità e assenza di effetti collaterali gravi, ci consente di gestire bene alcune situazioni particolari e di evitare o rimandare l’intervento chirurgico vero e proprio (Trabeculectomia). I pazienti che non hanno avuto benefici dai trattamenti medici e/o parachirurgici devono essere trattati chirurgicamente. L’intervento chirurgico si chiama “Trabeculectomia” e consiste nel praticare una parziale asportazione del trabecolato (la struttura deputata al riassorbimento dell’umor acqueo che, nel caso del Glaucoma Cronico, è mal funzionante) e nel fare “scaricare" l’umor acqueo al di sotto della congiuntiva. L’intervento dà buoni risultati anche se non è scevro di alcune complicazioni talora anche importanti.
 
Come ultima notizia ci sembra importante riferire che il moderno intervento di cataratta mediante Ultrasuoni, la FACOEMULSIFICAZIONE, riduce in una grande percentuale di pazienti la pressione oculare: questo ci consente spesso di ridurre o addirittura di sospender in alcuni casi la terapia anti-glaucoma.
Share by: