Retinopatia Diabetica

Retinopatia Diabetica

La Retinopatia Diabetica è una delle più gravi complicanze del Diabete e costituisce la più frequente causa di cecità legale tra i soggetti in età lavorativa nei paesi industrializzati. È stato calcolato che la percentuale dei diabetici in Italia sia di circa 2,5- 3 milioni di persone e che 1/3 di essi non sa di esserlo!
 
Inoltre circa il 30% dei diabetici è affetto da una qualche forma di Retinopatia, quindi parliamo di una popolazione compresa tra i 700 mila ed il milione di persone!
Tale percentuale è destinata ad aumentare con la durata della malattia: infatti dopo 20 anni di diabete circa 2 persone su 3 sviluppano una Retinopatia.
 
Esistono due forme di Diabete: quello di Tipo I Insulino-dipendente e quello di Tipo II Insulino-indipendente.
Il rapporto tra le due forme è di circa 1 a 10.
L’OMS ha calcolato che nel 2025 la frequenza del Diabete sarà raddoppiata per le modificate abitudini di vita (abitudini alimentari, sedentarietà, allungamento medio della vita ,ecc.)
Entrambe le forme possono complicarsi con una Retinopatia Diabetica.
L’insorgenza della Retinopatia dipende da diverse variabili ma certamente le più importanti sono:
la Durata della malattia, lo Scompenso glicemico, l’eventuale Ipertensione associata.
Esistono anche delle forme di resistenza allo sviluppo della Retinopatia come le miopie medio-elevate e probabilmente una forma di resistenza genetica.
 
Attualmente la Retinopatia Diabetica di suddivide in:

RETINOPATIA NON PROLIFERATIVA (di grado Lieve, Moderato, Severo)
caratterizzata da micro-aneurismi, micro-emorragie, ed alterazione delle pareti dei vasi sanguigni (I.R.M.A.) che portano alla formazione di essudati retinici.
RETINOPATIA PROLIFERATIVA caratterizzata da zone ischemiche che portano alla formazione di “neovasi” che possono procurare emorragie Vitreali (Emovitreo) e, nei casi più gravi, un Distacco di Retina trazionale.
 
La Diagnosi e la “Stadiazione” della Retinopatia Diabetica si effettua con:
 
L’Esame del Fundus (per visualizzare le alterazioni vascolari)
La Retinografia (per monitorare nel tempo i cambiamenti)
La Fluorangiografia (per evidenziare precocemente le zone ischemiche e le neovascolarizzazioni)
L’OCT (per studiare la zona Maculare fondamentale per la visione)
L’Ecografia (in caso di emorragie che non permettono una accurata osservazione del Fundus)
 
IL TRATTAMENTO
Il trattamento della Retinopatia Diabetica può essere effettuato con il LASER (Argon o Yag duplicato in frequenza) .
Lo scopo del trattamento è, nelle Forme Proliferative, di distruggere le zone ischemiche responsabili delle proliferazione vascolari.
In pratica si sacrifica la periferia retinica, ormai compromessa e meno importante per la visione, per salvare la zona centrale.
Il trattamento può essere selettivo in caso di zone limitate (Fotocoagulazione Focale) ma più frequentemente è necessario eseguire un trattamento più esteso (Panfotocoagulazione) che richiede diverse sedute.
 
Nelle Forme non Proliferative moderate-severe, il trattamento Laser consiste nell’esecuzione di una “ griglia” maculare (un trattamento a basso dosaggio della zona centrale) che ha lo scopo di stimolare il riassorbimento dell’Edema Maculare che in questi casi è la principale causa di abbassamento visivo.
 
Altra possibilità terapeutica in caso di vaste neo-proliferazioni o di edemi maculari importanti è rappresenta dalle Iniezioni Intravitreali di sostanze Anti-VEGF (Lucentis, Avastin, Macugen).

Nei casi avanzati e più gravi è necessario ricorrere alla Vitrectomia che consiste nell’asportazione del Corpo Vitreo opacizzato dalle continue emorragie (Emovitreo) e ci permette di attaccare la retina nel caso di Distacchi Trazionali.
 
Si evince pertanto che per una ottimale gestione della Retinopatia Diabetica siano fondamentali:

a) un buon compenso metabolico
b) una diagnosi precoce
c) un monitoraggio attento e costante
d) un intervento terapeutico mirato
 
VISITE CONSIGLIATE:
1 volta l’anno tutti i diabetici
Ogni 6 mesi (o a discrezione del medico-oculista) quelli affetti da Retinopatia.
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